Hanno scritto di me

Lei, a ns. avviso, appartiene alla migliore categoria dei poeti italiani contemporanei, per la bellezza dei versi che abbiamo avuto modo di leggere e apprezzare, per la fluidità nella lettura, per i temi trattati tutti di assoluto valore.
La Sua, infatti è una poesia che a ns. avviso possiede il dono della "profezia" per il futuro, cioè presenta ai lettori la possibilità offerta di poter risolvere un problema esistenziale o di varia natura, specchiandosi nelle Sue espressioni che incendiano anche il lettore meno attento.

Luigi Ruggeri
Presidente Associazione Beniamino Joppolo

Che emozione, che scossa mi hanno dato le tue Poesie, Anna meravigliosa! I tuoi versi veicolano un'empatia profondissima, un'identificazione con la Vita, con l'Altro, con i sentimenti e il mondo... Tu, con le tue Poesie, non lo contempli, il mondo. Lo abbracci rispettando il mistero di quanto è inconoscibile. Ne cogli l'essenza, tra paesaggi sublimi e onde dell'anima. Nel cerchio di ogni tuo verso, viene fuori un frammento di verità assoluta che si compone in una "visione" esemplare, in un'essenza di visione ed esperienza profonda dell'essere al di là, oltre ogni apparenza e contingenza. "A volte neanche chiedono", tra le altre che mi hai segnalato, mi ha commossa... così forte, delicata e coinvolgente. Ma anche le Poesie sui luoghi prendono la mente e l'anima.

Tiziana Grassi
giornalista, saggista, poetessa

Anna Manna e l'unità dei contrari
di Luigi Tallarico

La silloge di Anna Manna, ”Maree amare Mare e amare”, fin dal titolo assume l’onomatopea non come richiamo sonoro di vocalizzazioni, ma come inclinazione della memoria a riattraversare il ritmo delle emozioni, che hanno trasmesso, con i sentimenti, le suggestioni dei luoghi, nel procedere dei giorni. Nella icastica formulazione critica di Ezra Pound, il ritmo della poesia è visto come “forma scolpita nel tempo”, ma dal momento che l’imaginista conferma subito dopo che la poesia è “linguaggio carico di significato al massimo grado possibile”, è evidente che il tempo è come l’intende Anna Manna, non già nella sua successione quotidiana, ma come metafora, in grado di caricare-trasformare l’immagine in una rinnovata energia di ordine vitalistico.
Ne deriva che il ritmo-suono non è scandito dall’assonanza proveniente dall’accumulo di parole, ma dalla scelta e dal controllo in termini formali esercitati sulle emozioni, in cui di certo confluiscono ricordi di ambienti, sentimenti e amarezze, dubbi e risoluzioni, ma anche espressioni mediate dall’io interiore, sicché i caratteri esteriori vengono meno rispetto al significante. Con la conseguenza che se la tensione lirica viene modulata sui valori semantici e musicali della forma, gli interrogativi e gli atti riguardanti il quotidiano non rappresentano più un riflusso privatistico, ma potenziano invece i valori meta-estetici, connaturati ad un ontologico stato d’animo. D’altra parte, se per Cardarelli “poesia è la fiducia di parlare a se stessi”, anche perché “far poesia -per Solmi- vuoI dire riconoscersi”, per Anna Manna i due momenti, quello oggettivo (ma non poematico e nemmeno legato ai messaggi ideologici o letterari), come quello soggettivo (ma non psicologico), sono collegati all’io-noi, in quanto se il poeta si interroga lo fa per interrogare, nella duplice convinzione che più si è se stessi, più si capiscono gli altri e che ogni rappresentazione oggettiva non è idonea se all’immagine non viene dato il “moto e il fiato” del soggetto creatore.
D’altronde Anna Manna, con le sue domande reiterate, scuote la sicurezza soggettiva di chi non sa o non vuoi “spiegare il come e il perché / delle tue recite / a cosa serve / ma non l’hai capito ancora”; mentre in termini oggettivi è consapevole di dover collegare il flusso e il riflusso di maree e di amore, ha osservato Bàrberi Squarotti, a proposito della poetica di Anna Manna, alle “grandiose allegorie” in cui “tempeste, naufragi, venti, notti” sono come “l’onda del mare / che conquista la sabbia, e subito si ritrae”.
Si tratta, come si vede, della continua riproposizione di quei contrari -metafore e concretezze, pensieri e sentimenti- che mentre anelano a ricongiungersi nell’unità dei significante, segnano il ritmo dei significati, attraverso i quali le parole-cose anelano a stabilire “la linea di confine I tra la realtà e l’arte”, tra la vita e l’ideale: una “linea, dice il poeta, che ci sfugge”, come l’onda sulla sabbia, ma che certamente ci modifica e “ci rinnova”, dal momento che la nostra comunicazione, incontrandosi con l’altrui realtà interiore, si tramuta in assoluta assonanza spirituale.

Luigi Tallarico

In anteprima, il saggio introduttivo del critico ALDO ONORATI in versione originale NUOVE SINTASSI E VERBI LEGGENDARI per il libro di prossima pubblicazione:

DONNE DI LUNA E DI SCURE
poesie via e-mail, e-mail per fare poesia
di Daniela Fabrizi e Anna Manna

Il Convivio 2009 il libro è in corso di stampa

"Grazie per l'armonia che ci dona e per la sensibilità che, ad ogni verso, riseveglia in noi."

Anna Masala

"La vetta cui Anna Manna tende è in altra dimensione, al di là dello spazio e del tempo: in quella dello spirito."

Raimondo Venturiello

"... si distingue Anna Manna, per quel testimoniare duttilità espressinva, solido respiro stilistico che ne fanno una voce sonora e costante della ricerca..."

Lia Bronzi

... per il libro MAREE AMARE

"Il nucleo portante di questa silloge, dislocata nel tempo, lo si indovina già da un titolo così strutturato su un gioco semantico di due sintagmi che rimandano significati e parole ad un allusivo percorso che si potrebbe definire in vari modi, proprio perché il pentagramma dell’autrice è polisemantico, sia nella sua funzione di canto che in quella gnomica.
Limpidissimo il verso, sapiente nelle sue anafore, nel ferecrazio che armonizza strani endecasillabi e doppi quinari intessuti in decasillabi di passaggio, con rielezione di rime interne, assonanze, straordinari sdruccioli etc, le metafore spontanee, efficaci, nuove ci pongono di fronte a una marea poetica che rifugge da metafore astratte, in una sintassi essenziale e piana che contiene in sé significazioni che vanno ben oltre la dichiarazione gnoseologica.
Io credo che Anna Manna abbia raggiunto il punto più alto del suo esprimersi in poesia: la varietà dei temi, la complessità della struttura musicale, la fusione perfetta del ritmo esterno col ritmo interno, la bellezza di certe illuminazioni improvvise… insomma, questa è una silloge che richiede, per ogni lirica, un commento specifico.
Nell’insieme, il lettore è preso da un segreto fascino che lo porta a fermarsi su certe inafferrabili atmosfere, per tornarvi con raddoppiato stupore."

Aldo Onorati

"… Ella sa mirabilmente sublimare le esperienze e le vicende della vita in grandiose allegorie: tempeste, naufragi, venti, notti, con un ritmo ansioso e affannoso, che è perfettamente adeguato al messaggio"

Giorgio Barberi Squarotti

"Anna è il violino della poesia..."

Corrado Calabrò

“Dove finisce l’incanto dinnanzi alla realtà, al vero che scopre il suo volto temibile e inconoscibile?
…. Un tema di grande fascino poetico, di riconosciuta sostanza letteraria. Anna Manna sa (e lo dimostra) che la poesia non si fa con le idee, si fa con le parole, con le sillabe, con le doppie : nasce dalla lunghezza delle parole, dal numero delle sillabe, dal punto in cui cade l’accento."

Renato Minore

"Bisogna immergersi nella festa dolorosa della vita, sprofondare nell'abbraccio vitale e mortale dei suoi molteplici sensi per catturare o intuire il sovrasenso misterioso e provvidenziale che pulsa in ogni cellula e scorre in ogni vena. Esperienza del limite e suo superamento. Siamo nel giuoco del finito e dell'infinito che Anna Manna dichiara..."

Franco Campegiani

"La sua cultura classica, perfettamente assimilata dalla sua coscienza, si fa sentire mentre l'impulso per la creatività sfata ogni ricordo, ogni richiamo del mondo antico, per entrare nel vivo della nostra tormentata età..."

Giorgio Carpaneto

"... il poemetto di Anna Manna rappresenta un unicum nel panorama della poesia italiana, per la costruzione di assoluta originalità tematico-strutturale ed espressiva.”

Carmelo Aliberti

“Ad Anna alla sua poesia-viva, ariosa, umana….”

Dante Maffia

“Singolarissima rapsodia questa di Anna Manna. Sembra sfuggire ai comuni criteri di giudizio critico. Intanto si sviluppa come un genere letterario a sé, antico quanto l’epos rapsodico e insieme di dirompente attualità. Punta liberamente sugli estremi del profondo o imo del vertiginoso dei Cieli, con la spontaneità di un gioco che avrebbe fatto la gioia di un pensatore umanista quale Niccolò da Cusa , l’autore della Coincidentia Oppositorum, e avrebbe d’altra parte confortato Pier Paolo Pasolini, che nel suo Caos, pur da laico, si lamenta per la perdita del senso dell’Altrove nella nostra letteratura..”

Pasqualino Fortunato

"Dall’emozione all’immagine : il fascino di sempre della contaminazione per far convivere in simbiosi poesia e pittura. E’ la scommessa dello sperimentalismo letterario di questa pluripremiata poetessa e scrittrice.
Anna Manna ha sentito bruciare in sé, come diceva Federico Garcia Lorca, il fuoco della poesia, il cosiddetto duende, ma altrettanto è incantata dalla pittura e incanta il lettore con le sue poesie – dipinti"

Mauro Milesi

"... fra gli echi dei quadri romanticamente corruschi dei naufraghi di Géricault e di Delacroix, la Manna annaspa e si dibatte, in balia delle onde, fra l’onirico e il surreale... in fondo siamo tutti passeggeri della nave dei folli, dei vascelli fantasma che solcano il trascorrere del tempo, fra bonacce e tempeste."

Ruggero Marino

"L’immediatezza del suo poetare è sorprendente , follia tentare resistenze. Anna Manna porta il lettore dove vuole, ne fa fasci di rose o di spine, ne libera il canto e il comandamento… Gli spazi bianchi tra le righe sono i suoi respiri, il verso è Vivo… dissemina luci autentiche nel buio oltre cui l’uomo cammina."

Daniela Fabrizi

"... nell'insieme l'opera della Manna è la testimonianza sofferta di una donna e di una generazione cresciute e maturate attraverso i momenti più difficili della storia recente... la sua è un'esperienza personale che può dilatarsi fino a caricarsi di un significato generazionale..."

Vittoriano Esposito

"La sacralità che trasfigura i versi dettati da un cuore generoso, risulta in certi momenti sublime, cosicché la poesia che imita la natura purissima, si amplia in un messaggio d'amore e di libertà"

Elio Fiore