Eventi

Comunicato stampa

Il Progetto “Cultura e Territorio in Europa “ alla Sapienza

l’Incontro “MI FACCIO EUROPA” dedicato alle donne apre la serie di incontri previsti dal Progetto

L’Incontro "Mi faccio Europa", che si sviluppa nell'ambito del Progetto "CULTURA E TERRITORIO IN EUROPA: I PROTAGONISTI" ideato e curato da Anna Manna in collaborazione con il Centro A. Spinelli, si è svolto con successo il 4 dicembre 2018.
Durante l’incontro ha avuto luogo anche la Cerimonia di premiazione del Premio EUROPA E CULTURA 2018 con la presidenza di Giuria di Corrado Calabrò.
Anna Manna, ideatrice ed organizzatrice del Progetto ed Angelo Ariemma, per il Centro di Documentazione Europea A.Spinelli, hanno organizzato dunque un interessante programma che ha sviluppato vari aspetti. L’impulso culturale di vasto respiro è stato dato dall’ intervento di Corrado Calabrò che, al di là degli intenti letterari, ha portato lo sguardo degli intervenuti ad un vasto respiro storico per abbracciare la tematica europea nel suo complesso.


Anna Manna

Dunque saluto del Presidente Giuria del Premio, molto attuale!

Le Premiate per il 2018: LILIANA BIONDI, saggista e docente universitaria e ROSANNA LUPI, presidente del Premio Camajore dedicato a Francesco Belluomini.


Liliana Biondi premiata da Corrado Calabrò


Fabia Baldi ritira targa per Rosanna Lupi

L’aquilana Liliana Biondi ha illuminato la sala con il suo solare e splendido intervento. La targa di Rosanna Lupi è stata ritirata dalla poetessa Fabia Baldi che ha delineato con grande garbo la figura della premiata e la sua avventura umana e letteraria.
Con l’intervento di Lorenzo Spurio e la presentazione del numero speciale della rivista Euterpe dedicato alle donne “Il coraggio delle donne“, si è aperta la Tavola Rotonda con le prestigiose relatrici: Fabia Baldi, Liliana Biondi, Jole Chessa Olivares, Neria De Giovanni, Daniela Fabrizi, Anna Manna, Antonella Pagano, Michela Zanarella.
Le relatrici, nomi di grande prestigio nel mondo della cultura, hanno illustrato i profili di donne importanti nella storia della cultura e del territorio europeo:
Grazia Deledda, di cui la presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, Neria De Giovanni, ha fatto un ritratto di grande coinvolgimento letterario, la poetessa contemporanea Antonella Anedda analizzata da Daniela Fabrizi, le figure storiche di primo piano nella cultura internazionale Cristina di Svezia, descritta da un interessante profilo firmato Michela Zanarella, Maria Montessori raccontata con grande perizia ed analisi storica da Jole Chessa Olivares, Laudomia Bonanni evidenziata dalla premiata Liliana Biondi in un appassionato e preciso intervento.


Corrado Calabrò, Neria De Giovanni, Daniela Fabrizi


i giovani poeti di Daniela Fabrizi

“MI FACCIO EUROPA”!
L’incontro al Centro A.Spinelli di Sapienza Università di Roma

 
Anna Manna ideatrice ed organizzatrice del Progetto,
Angelo Ariemma del Centro di documentazione europea A.Spinelli

L’Incontro "MI FACCIO EUROPA" si sviluppa nell'ambito del Progetto "CULTURA E TERRITORIO IN EUROPA: I PROTAGONISTI" ideato e curato da Anna Manna in collaborazione con il Centro A.Spinelli.
Si svolgerà nei prossimi mesi affrontando grandi tematiche:
LE DONNE, I GIOVANI, GLI INTELLETTUALI, L'IMPRENDITORIA, LA SCUOLA. Tutti gli incontri sono ospitati presso il CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EUROPEA A.SPINELLI
FACOLTA' ECONOMIA E COMMERCIO - SAPIENZA UNIVERSITA' DI ROMA, via del Castro Laurenziano n.9.

Il primo incontro è dedicato alle donne. Inizierà alle ore 15,30 precise il 4 dicembre 2018.
Durante l’incontro ci sarà la Cerimonia di premiazione del Premio EUROPA E CULTURA 2018 con la presidenza di Giuria di Corrado Calabrò

Il titolo dellIncontro “MI FACCIO EUROPA” vuol essere un ricordo ed un Omaggio al Convegno "MI FACCIO VIVO" (dedicato al Prof.Gilberto Mazzoleni)
che si svolse poco prima della scomparsa del poeta antropologo presso la FACOLTA’ DI LETTERE alla presenza di molti docenti e molti studenti. Durante questo convegno, che prese il nome dal titolo dell'ultimo libro del Prof.Mazzoleni, si evidenziarono molte tematiche dedicate all'Europa della cultura e si decise l'organizzazione del Premio EUROPA E CULTURA presso la Sala delle Bandiere al Parlamento europeo. Anna Manna ha voluto riproporre il concetto del Prof. Mazzoleni per rimanere fedele ai progetti ed alle decisioni che ideò sotto la sua guida durante gli ultimi anni di docenza del professore nella Facoltà di Lettere.

Questo il programma del 1° INCONTRO dedicato alle DONNE:

Benvenuto Anna Manna, Angelo Ariemma per il CDE
Saluto CORRADO CALABRO’
Presidente Giuria Premio Europa e Cultura

PREMIO EUROPA E CULTURA

Interventi:
Lorenzo Spurio
Presentazione numero speciale rivista Euterpe dedicato alla donne
“Il coraggio delle donne“

Tavola Rotonda:
Fabia Baldi, Liliana Biondi , Jole Chessa Olivares, Neria De Giovanni, Daniela Fabrizi,
Anna Manna, Antonella Pagano, Michela Zanarella. Le relatrici, nomi di grande prestigio nel mondo della cultura, illustreranno profili di donne importanti nella storia della cultura e del territorio europeo.
L’Incontro si concluderà con una interessante Performance poetica di Eugenia Serafini


IL PREMIO EUROPA E CULTURA 2018, durante questa manifestazione, rivolge la sua attenzione alle donne premiando donne di grande interesse nell’ambito del panorama culturale europeo.

Il responsabile della comunicazione
per il progetto Cultura e territorio in Europa
Alessandro Clementi

COMUNICATO STAMPA

PREMIO "IL POETA EBBRO VINCE IL CUORE DI SPOLETO!"

Il vero vincitore di questa specialissima edizione è stato il cuore poetico della città!
SANDRO COSTANZI, poeta spoletino raffinato e di grande cultura, responsabile dei poeti di zona per il premio, ha chiamato a raccolta i poeti di Spoleto nei due EVENTI del 6 ottobre.
Ed i poeti hanno risposto con slancio e passione.

Ma La Vendemmia letteraria, nel suo esordio affascinante e tempestoso a Spoleto, ha già un respiro europeo!
La particolare struttura del Premio "IL POETA EBBRO", lanciato con grande successo di pubblico e di consensi il 6 ottobre a Spoleto, evidenzia e potenzia il dialogo culturale tra le città italiane con i propri artisti: SPOLETO, ROMA, CATANIA, L'AQUILA, FIRENZE e infine e soprattutto MATERA disegnano nel prossimo anno un dialogo ed uno scambio culturale a dimensione europea.
MATERA è infatti la capitale della cultura per l'EUROPA 2019 ed Antonella Pagano, nella Giuria del Premio e Responsabile per i poeti della sua zona, è vivacissima PRESENZA CULTURALE SUL TERRITORIO ITALIANO e sarà COLLANTE INIMITABILE TRA I VARI eventi CHE SARANNO ORGANIZZATI NELL'AMBITO DEL PREMIO IL POETA EBBRO.
IL Progetto di Anna Manna e Vera Ambra, ideato con grande intuito e molto impegno sul territorio italiano, si avvale di una giuria prestigiosa che porta la firma di una presidente di giuria per l'Edito del valore di NERIA DE GIOVANNI, Presidente dell'Associazione Internazionale die Critici letterari che ha sede a Parigi.Il mosto dunque che la vivace Manifestazione del 6 ottobre a Spoleto ha assaporato ha il profumo ed il gusto di uno sguardo d'insieme sugli scambi culturali in Europa.
Ha già il sapore di un brindisi di Champagne!
E' un vino denso, già insaporito da molta esperienza e moltissimo impegno. Ha dormito per anni nel cuore degli organizzatori come in cantine profonde e silenziose, lavorato con maestria ed abilità, esperienza ed entusiasmo.
NERIA DE GIOVANNI è stata il Primo PREMIO SPECIALE per la SAGGISTICA del PREMIO POETA EBBRO - edizione di lancio e subito dopo ha assunto la presidenza di giuria del Premio per l'EDITO. Ma il vero vincitore di questa specialissima edizione è stato il cuore poetico della città!

Così in una mattinata autunnale con una pioggerella leggera ed un freddo incipiente, umido ed insinuante, il desiderio di stare insieme, vicini vicini. stretti dai versi attorno alle emozioni, magari seduti nel calduccio accogliente di un Bistrot come a Parigi, ha preso il sopravvento su tutto! E questa voglia artistica d'ottobre è diventata il file-rouge della mattinata, passata proprio in un Bistrot, il ristorante CAVA, sulla piazza del Mercato. E si sentiva aria di Parigi, la Parigi dei primi del novecento quando l'Arte riuniva i cuori!
I poeti intirizziti, bagnati dalla pioggia, stanchi dai viaggi tempestosi si sono rilassati, scaldati, infervorati, gli uni accanto agli altri, stretti nell'abbraccio della Poesia. La poesia , quella vera, è venuta fuori non solo dai versi, ma dai racconti, dai ricordi, dalle speranze che hanno scaldato un mattino che il delizioso aperitivo di Aurora, l'anima instancabile di CAVA, ha reso degno di... BACCO! Alla fine il brindisi c'è stato davvero ed i bicchieri non erano... colmi d'acqua!
Poi tutti a gironzolare per Spoleto annebbiata dalla pioggerella autunnale, che ormai non portava più il freddo ma una carezza colma di allegria!
Fino alle 15,30 quando tutti si sono ritrovati nella bella sala dell'Hotel dei Duchi.

Anna Manna, Vera Ambra e Sandro Costanzi hanno lanciato il Premio "IL POETA EBBRO" tra musiche, versi, immagini incantevoli in un ideale abbraccio multidisciplinare .
L'intervento di Neria De Giovanni, all'Hotel Dei duchi, ha siglato il livello alto dell'intera operazione culturale. Con uno sguardo particolare alla figura femminile in un'ottica di dialogo costante e d armonioso con il mondo maschile. La premiazione di due donne, ALESSANDRA FELLI ed ELENA CORDARO per la narrativa inedita ed edita, hanno sottolineato queste caratteristiche espresse come impegno ed indicazione per il futuro. A conclusione la premiazione di Giovina Santini, premio ritirato da Sergio De Angelis, per l'opera di diffusione della cultura italiana all'estero.
Musiche in tema, di grande raffinatezza, scelte con cura da Sandro Costanzi, hanno concluso il Lancio del Premio IL POETA EBBRO.
E quindi un momento gioioso, giocoso nelle tematiche: la premiazione del Premo CibArte e... sia a cura di Vera Ambra.

per la Sezione Narrativa
1° Cinzia Aloisi “Tango gastronomico”
2° Pietro Garuccio “A Pasqua couscous”
3° Eugenia Grimani “Ricordi”

per la Sezione Poesia
1° Alfonso Gargano con “Tonnarelli cacio e pepe”
2° Dominga Carrubba “Dal canto di donne madri”
3° Lolita Rinforzi “Pane amore e tantissima ansia”

Il premio speciale della giuria è stato assegnato a Giuseppina Correnti Caruso “Di nuovo a tavola” e al fotografoClaudio Bonaccorso, la cui opera è divettata il logo del premio di quest’anno.
Questo momento distensivo ha permesso di rivedere amici persi di vista, scoprire altri talenti, sentire nuovi applausi per una forma di poesia che sembra facile, ma richiede grande maestria,
Sulle immagini della Vendemmia, di un film indimenticabile “Il profumo del mosto selvatico”, la chiusura della poetessa Anna Manna, sussurrata, sulla falsariga del dialogo dei protagonisti del film, potrebbe essere il prodotto finale di un team di esperti della comunicazione, per la capacità di coinvolgimento emotivo.
Ma è stato invece soltanto l’ultimo bicchiere di vino, quello più dolce, forse quello che ubriaca davvero!

Alessandro Clementi
Responsabile della comunicazione del Premio

GALLERIA FOTOGRAFICA

A SPOLETO VENDEMMIA LETTERARIA ACCENDE L'AUTUNNO!

Protagonisti saranno i poeti del Gruppo I POETI EBBRI. L’evento, ideato da Anna Manna in collaborazione con Vera Ambra, si ripeterà ogni annocon una manifestazione di grande originalità e coinvolgimento cittadino

SPOLETO – Il 6 ottobre prossimo a Spoleto, città patrimonio dell’UNESCO, in uno scenario naturale e artistico spettacolare, si svolgerà l’Evento culturale “VENDEMMIA LETTERARIA A SPOLETO”.
L’evento, ideato da Anna Manna in collaborazione con Vera Ambra, si ripeterà ogni anno siglando l’autunno spoletino con una Manifestazione di grande originalità e coinvolgimento cittadino.
Protagonisti di questa manifestazione saranno i poeti del Gruppo I POETI EBBRI, nato a seguito della pubblicazione dell’Antologia, curata dalla poetessa Anna Manna, “EBBREZZE DI VERSI, SOSPIRO DI...VINO” a cura di Akkuaria.

L’antologia raccoglie 65 firme di poeti e narratori in un Omaggio letterario verso la Metafora del vino, essenza antichissima d’indagine poetica in senso lato. L’Antologia, già presentata a Roma presso Sapienza Università di Roma, ha ricevuto molti applausi e commenti positivi. Nomi di poeti famosi si alternano a giovani poeti emergenti, giovanissimi poeti in erba si mescolano a nomi notissimi nel panorama culturale europeo.
Attorno a questi poeti si sono aggiunti altri nomi fino a creare su Facebook un nutrito Gruppo… ebbro!
Il 6 ottobre molti di loro parteciperanno al Rendez-vous spoletino, organizzato in due tempi distinti per orario e luogo.
La giornata dedicata alla Vendemmia letteraria si aprirà alle ore 11,30 nella famosissima e centralissima Piazza del Mercato. L’appuntamento per i poeti sarà davanti alla splendida bianca Fontana di Piazza del Mercato, da poco restituita al suo splendore in un magnifico restauro che ne ha sottolineato, con una sfumatura di colore molto indovinato, il significato metaforico di lavaggio dalle brutture del mondo. Per questo il messaggio salvifico della Poesia si sposa in questa zona, così caratteristica di Spoleto, al lindore dell’acqua della Fontana, che ha ispirato ad Anna Manna una poesia che sarà presentata come Benvenuto per i poeti.
Il Benvenuto si svolgerà presso CAVA ristrorante bistrot, uno dei locali più caratteristici della piazza, , con Lettura di poesie e saluto di Anna Manna e Vera Ambra. Dopo il momento conviviale, caratteristico di Spoleto, l’Aperitivo dell’ora di pranzo, gli organizzatori lasceranno liberi i poeti di visitare il centro della splendida città. Una passeggiata, anche fotografica, almeno fino a piazza del Duomo. Ne vale la pena!
Nel primo pomeriggio alle ore 15,30 l’EVENTO si sposta nel vicino e famoso HOTEL DEI DUCHI, luogo di grande stile e di grande storia, centro pulsante del Festival dei due Mondi da sempre.
Si aprirà così la Presentazione vera a propria dell’antologia con interventi e lettura delle poesie fino al momento centrale della manifestazione. Anna Manna e Vera Ambra annunceranno il lancio del Premio Letterario Nazionale “IL POETA EBBRO”.

IL PREMIO “IL POETA EBBRO”

E’ un Premio multidisciplinare che abbraccia varie espressioni letterarie.
Consta pertanto di molte Sezioni sia per l’EDITO sia per l’INEDITO.
Le sezioni del Premio:

- POESIA a tema sulla metafora del vino
- Narrativa a tema libero
- Giornalismo a tema libero
- Saggistica a tema libero,
- Letteratura per l’Infanzia a tema libero.

La Giuria si presenta con due grandi Presidenti di Giuria:
NERIA DE GIOVANNI per tutto l'edito (poesia, saggistica, narrativa, letteratura per l'infanzia, giornalismo)
MARIO NARDUCCI) per tutto l'inedito (poesia, saggistica, narrativa, letteratura per l'infanzia, giornalismo)
La Giuria per tutte le sezioni: Angela Ambrosini, Anita Napolitano, Anna Manna, Antonella Pagano, AugustaRomoli, Clara Di Stefano, Sandro Costanzi, Tiziana Marini, Vera Ambra.

FINALITA’ PEDAGOGICHE ED EDUCATIVE DEL PROGETTO

Per educare non si deve negare il piacere ma circoscriverlo in un percorso di consapevolezza. Questo il concetto cardine che sostiene il progetto culturale della scrittrice Anna Manna avviato per AKKUARIA con l’Editore Vera Ambra.
Assistiamo a stragi di giovani vite spezzate dalla cultura dello Sballo! E l’intellettuale di oggi non può rimanere sulla torre d’avorio della distanza dai problemi della vita delle nuove generazioni.
Il futuro porterà anche l’impronta delle proposte o del silenzio degli intellettuali, che debbono uscire dal Grande Silenzio, come lo ha definito magistralmente Asor Rosa. Evidente la grande indifferenza verso i giovani. Il problema giovanile è, dopo il peso enorme di un futuro senza lavoro e senza prospettive, anche la cultura nella quale sguazzano molti dei loro conflitti, delle loro inquietudini.
La cultura dello sballo li porta all’evasione totale dalla vita in uno stordimento che li annienta. Il piacere deve far parte della vita, deve generare vita, potenziare l’individuo non annientarlo.
Con l’autunno 2017 da un’idea della poetessa Anna Manna, nasce l’antologia “Ebbrezze di Versi, Sospiro Di…Vino” .
L’antologia è il primo libro pubblicato nell’ambito del progetto “Ebbrezze”, un progetto editoriale e letterario di educazione alla conoscenza delle eccellenze italiane, dalla volontà di fare cultura divertendo, dall’impegno di diffondere la poesia attraverso gli aspetti quotidiani della vita. Ma soprattutto riuscire a delimitare le proposte della società odierna improntate allo sfrenato desiderio di attuare qualsiasi desiderio, vero o manipolato, anche senza rendersi conto delle conseguenze. Il giovane sembra essere soltanto un ricevitore di messaggi pubblicitari, di spinte alla droga dei pensieri -e non solo- per un abbandono totale al Vuoto!
È nata così questa ANTOLOGIA DEDICATA ALLE VIRTU’ DELL’UVA ITALIANA, AL BRINDISI, AL NETTARE CHE L’UVA ITALIANA CI DONA.

Alessandro Clementi
Responsabile della comunicazione del Premio
340/0980369

    
Neria De Giovanni e Anna Manna, Corrado Calabrò, logo del premio Le rosse pergamene del nuovo umanesimo

La lunga primavera culturale del Premio “Le rosse pergamene del Nuovo Umanesimo”
Roma 5 giugno 2018 ore 16.00 Cerimonia di Premiazione presso
la Sala Igea della ENCICLOPEDIA ITALIANA TRECCANI

Si avvia a conclusione la lunga PRIMAVERA CULTURALE del PREMIO LETTERARIO "LE ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO", il premio che si articola in due eventi aorganizzati dalla fondatrice, la poetessa e scrittrice Anna Manna, a breve distanza l'uno dall'altro ed in due sedi diverse.
La Kermesse di poeti ed artisti d'amore, iniziata il 15 maggio con il primo evento svoltosi presso il Centro di documentazione europea SPINELLI alla Sapienza Università di Roma, si concluderà con l'EVENTO del 5 giugno nella prestigiosa Sala IGEA DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA TRECCANI.
Le elaborate votazioni delle giurie hanno portato alla vittoria nomi molto interessanti del panorama culturale italiano nell'affermazione di uno stile di giudizio fondato sui valori di un Nuovo Umanesimo rinnovato alla luce delle moderne istanze culturali e nel rispetto e amore della tradizione. Splendida protagonista del pomeriggio sarà la sezione POESIA riservata alla regione Calabria, in onore del Presidente di Giuria Corrado Calabrò di origini calabresi.
Vincitrice assoluta per laSilloge ineditadedicata ed ispirata alla Calabria è GRAZIA GRECO con le sue bellissime poesie. La poesia singola accenderà una gara in diretta tra i cinque finalisti: Maria Buongiorno, Grazia Greco, Giuseppe Nasca, Anna Maria Stefanini e Paolo Tulelli. Madrina della poesia d'amore per tutte le sezioni del premio è la potessa Fabia Baldi.

Momento centrale della Manifestazione l'assegnazione della PERGAMENA DEL NUOVO UMANESIMO 2018 ad ANTONIO CASU.
IL PREMIO "LA PERGAMENA DEL NUOVO UMANESIMO 2018", assegnato a Giurie riuntite con la presidenza di CORRADO CALABRO', è un nome di studioso molto noto e stimato: ANTONIO CASU, saggista, scrittore, bibliotecario di altissimo profilo.

Durante questo secondo evento saranno presentati anche i vincitori della Sezione MANIFESTO DELLE DONNE PER L’EDUCAZIONE AL SENTIMENTO con la presidenza di giuria di NERIA DE GIOVANNI, presidente AICL.
Madrina di questa importante sezione Annamaria Torroncelli.
E tanto sentimento e tanta poesia sarà presente il 5 giugno con la vittoria di Davide Rocco Colacrai poeta pluripremato nonostante la sua giovane età che ha dedicato alle donne un intero libro di poesie "Istantanee donna". Uno squarcio sull'universo dell'animo femminile portato avanti con grande maestria poetica. Neria De Giovanni, presidente di giuria per il MANIFESTO DELLE DONNE LETTERATE, porterà il suo commento sulla problematica femminile che oggi tocca aspetti drammatici con l'espandersi del fenomeno del FEMMINICIDIO.
Premio alla Cultura per Francesco Dosi che ha raccolto l'eredità culturale del padre Giancarlo Dosi scomparso lo scorso anno. Il progetto di divulgazione scientifica avviato dal padre con il Premio di divulgazione scientifica al CNR è stato ripreso da Francesco con grande slancio anche avviando un dialogo Arte e Scienza che pone il progetto in un ambito di grande attualità culturale.
Il fisico prof. Campanella ricorderà brevemente la figura di Giancarlo Dosi.
Come esempio di "Vita come impegno culturale e didattico" sarà premiata Gabriella Nardacci. Didattica , narrativa, poesia la signora Nardacci ha sperimentato al sua impostazione umanistica soprattutto rivolgendo la sua attenzione all'educazione dei giovani e delle donne.
Per la sezione Poesia e Pittura ci sarà una sorpresa che sarà svelata soltanto durante la manifestazione.
La peculiare struttura ed organizzazione del Premio, che si svolge in due tempi durante la primavera romana, si avvia a diventare la struttura portante della vita culturale a Roma prima del Premio Strega, quasi l’annuncio, dell’appuntamento più importante della stagione dei premi letterari italiani.
Una via lastricata di poesia prima di gustare il romanzo dell’anno!
Le numerose sezioni del Premio , le giurie che si alternano nelle votazioni, la grande partecipazione spontanea dei poeti, il pubblico sempre interessato e partecipe, l'eco raccolto a vasto raggio nei blog sul web, evidenziano l'innegabile espandersi di questa iniziativa culturale di ampio respiro che proprio il 5 giugbno annuncerà il nuovo progetto: VACANZE IN ITALIA un premio letterario internazionaleriservato ai turisti che gioiranno della bella Italia, descrivendola in versi. Il Premio si prepara ad avere giurie internazionali -molte sono già composte- e siamo ormai alla meta che la poetessa e scrittrice Anna Manna ha da sempre indicato: la volontà di costruire un FESTIVAL DELLA POESIA in Italia che sappia dialogare con altre culture ed altri paesi.

COMUNICATO STAMPA

LE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO ANNUNCIANO UN NUOVO LINGUAGGIO!
Il mondo ha bisogno di trovare un Nuovo Linguaggio che sappia dare una lettura della realtà diversa, profonda

Un linguaggio che porti un’ analisi ed una sintesi di livello “altro ed alto“. Se un premio letterario è capace di fare questa lettura della realtà , superando il meschino, il crudele, l’aspetto bestiale, il raggiro, l’intrallazzo, il compiacimento nella descrizione dell' orrido, come sistema di scambio culturale, ebbene quel piccolo evento letterario portrà portare un vento nuovo d’amore nella cultura e nella società. Un messaggio che sia sintesi poetica di un’analisi della cultura del nostro tempo per migliorarla, coltivarla negli aspetti positivi. Un soffio che possa renderci protagonisti di una novità: la cultura dell’amore come espressione non di un sentimentalismo trito ed inutile, ma approccio al reale attraverso la lente dell’amore a tutto tondo. L’amore per la cultura, per l’addestramento alla gestione della vita propria e degli altri con comprensione, con intelligenza, con competenza. La competenza dell’amore che possa superare l’emozione e cogliere il senso ultimo del messagio di armonia da dare al mondo, per rinnovarlo, pulirlo dalle brutture che lo hanno invaso.”
Queste le linee di comportamento culturale che da più di quindici anni la presidente fondatrice del Premio “LE ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO” Anna Manna porta avanti.
Ogni anno a primavera, in due Eventi distinti a breve distanza di realizzazione, si rinnova a Roma la KERMESSE di poeti d’amore del Premio Le rosse pergamene.

Il primo evento del 2018 si svolgerà al Centro di Documentazione Europea A. Spinelli, più volte prestigiosa cornice del Premio che ospita da molti anni, il 15 maggio alle ore 16.00.

Anna Manna e Angelo Ariemma, per il Centro Spinelli, accoglieranno i premiati delle molte ed interessanti sezioni del Premio nella Facoltà di Economia e commercio – Sapienza Università di Roma in via Del Castro Laurenziano 9 al piano terra dove è situato il Centro di documentazione europea Spinelli.
La Giuria del Premio è di altissimo livello. Il poeta Corrado Calabrò, nome famoso a livello mondiale, è il prestigioso Presidente della Giuria per la sezione Europa e cultura - Eccellenze italiane. Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, è la presidente di giuria della Sezione Italia Mia che nel 2018 porterà una grande novità organizzativa nel secondo incontro a giugno.
Al tavolo della giuria siedono poeti affermati e di grande richiamo: Daniela Fabrizi, memoria storica del Premio che ha seguito dalla nascita, Jole Chessa Olivares poetessa di vasto respiro culturale, Fabia Baldi Madrina del Premio, raffinata e delicatissima poetessa dell’amore, Antonella Pagano che porta il saluto di Matera capitale della cultura 2019, Anita Tiziana Laura Napolitano molto nota a Roma per le sue doti di organizzatrice culturale, Tiziana Marini e la carezza poetica della sua dolcezza e certamante Anna Manna fondatrice e Presidente di questa grande famigia di poeti d’amore. Nomi che hanno grande seguito nella vita culturale romana e non solo. La Sezione della poesia d’amore ha quest’anno come tema la città di Roma e la regione della Calabria. Amare Roma, amare a Roma per un invito poetico a raccontare le bellezze di Roma ed il suo nome nella storia ma anche racconti emozioni e vibrazioni di amori vissuti a Roma.
Il 15 maggio sarà pertanto una festa per la poesia dedicata a Roma mentre a giugno si svolgerà la seconda parte del Premio dedicata alla Calabria in onore del poeta Corrado Calabrò presidente della giuria per le Eccellenze italiane e per la sezione Europa e cultura, lanciata da Anna Manna nella Sala delle Bandiere della sede del Parlamento europeo a Roma nel 2014.
La ricerca della parola, la ricerca di un nuovo linguaggio caratterizzerà questa edizione 2018 del Premio in una impostazione che vuole diventare indicazione di un percorso, programma culturale e messaggio per i partecipanti che giungono numerosi da tutta Italia. Al di là del linguaggio giornalistico che si propone a volte in modo morboso di raccontare la realtà anche nei suoi aspetti più crudi e meschini, oggi la cultura dovrebbe potenziare l’espressione artistica che sappia descrivere i sensi ed i significati profondi delle movenze dell’anima, le spinte profonde della azioni umane alla ricerca di una verità dell’arte che sappia raccontarci la vita. Uno spartito musicale che conosce il ritmo moderno, le sperimentazioni più ardite, i modelli classici, la tradizione della poesia, per un dialogo tra ieri e oggi, tra il nuovo e l’antico.

Saranno presenti al premio come parterciapnti e premiati come ogni anno poeti famosi e poeti sconosciuti, giovanissimi poeti in erba e proposte classiche, ardite sperimentazioni poetiche e dialoghi tra discilpline diverse.
Chiudiamo con un commento al premio da parte della poetessa Anna Manna:
Un premio letterario è innanzi tutto una lunga storia di incontri, daloghi, contrasti, polemiche e tanto altro ancora. E’ il racconto di uno spaccato di vita culturale… è il razzo lanciato verso il futuro per colpire le stelle e smaschrarle. Quelle stelle che ci sembrano vere ed invece sono morte, finite.
Ma anche, al contrario, smascherare il buio per scovare la luce dove sembra che sia morta, che non ci sia più. Questa è sana follia d’amore che genera nuove parole, un nuovo linguaggio per riconoscerci nei sentimenti di sempre. Per non sparire nel nulla, per non degradare, per non svaporare in discorsi senza senso… per ritrovare la gioia di vivere.

Alessandro Clementi
Responsabile della comunicazione per il Premio “Le rosse pergamene del Nuovo Umanesimo”
340/0980369

CARO MINISTRO FRANCESCHINI

Ti scrivo, insieme ai miei amici poeti, per il piacere di dirti che questa nuova campagna del MIBACT sul Cibo italiano e l’Arte ci piace molto!
Evviva il 2018 anno del cibo italiano!
Evviva tutti questi bellissimi dipinti conservati nei musei italiani che, grazie alla vostra modernissima campagna culturale, troveranno nuovi ammiratori, anche tra persone che magari non hanno mai visitato un museo!

Siete riusciti a scovare il linguaggio dei giovani più immediato e vissuto in questi anni di distanza della gioventù dal mondo dell’Arte!
Adesso è cominciata questa bella avventura dei selfie nei Musei davanti ai quadri che rappresentano l’artistica avanzata del cibo sui sensi!!
Mi sono immersa un pochino nel futuro prossimo venturo: ho immaginato i miei cuginetti, i miei nipotini, le mie amiche tutte con il bastone dei selfie in mano come a brandire la vittoria della allegria quotidiana con la seriosa faccia dell’Arte con la A maiuscola.
E sapete cosa ho provato? Tenerezza.
Perché finalmente erano abbatutute le barriere tra quello che piace ai giovani e quello che piace ai nonni, tra quello che piace ai professori e quello che piace agli alunni. Azzerate le distanze generazionali questo esercito di selfisti dell’Arte avanza nei luoghi dell’Arte vera! E resta sbalordito a scoprire quanto è bella l’Arte italiana, quanto è spettacolare ritrarsi davanti a quadri famosi, quanto erano bravi i nostri pittori a ridipingere la vita ed il sapore della vita in quielle imamgini così vive e vere da sembrare reali.
Un'intuizione fantastica questa del MIBACT di Dario Franceschini.
Mi ricorda la geniale intuizione di Carla Fendi nel 2016 alla Chiesa degli artisti a Roma quando per la Rassegna “Liturgia ed Arte” la Fondazione Carla Fendi presentò il Racconto di Natale .
A Roma nella Chiesa degli Artisti nel dicembre 2016 la FONDAZIONE CARLA FENDI ha presentato “RACCONTO DI NATALE”, Presepe fotografico nelle immagini di Fiorenzo Niccoli con la supervisione di Piero Tosi e la partecipazione degli Allievi del Centro sperimentale di cinematografia.
Mettere insieme i giovani allievi e le Eccellenze della cultura!
Ecco è forse la chiave per per il futuro.
Questa danza tra generazioni è il nuovo percorso, la nuova strada, l’indicazione giusta. Allievo e maestro, cultura ed immediatezza, giovinezza e esperienza.
Il risultato del presepe fotografico dal sapore felliniano fu in quel Natale del 2016 un incredibile successo.
Moltissimi i visitatori e molti gli apprezzamenti.
Oggi questa passeggiata nei Musei di giovani ed anziani, alunni e professori alla ricerca del selfie giusto con il quadro dietro le spalle forse può essere un evento di vago sapore felliniano!
Questo esercito di innamorati del selfie che riscopre l’arte vera, una combriccola di buontemponni che alla fine si confronta con il valore dell’Arte, intenerisce, ci spinge alla silenziosa contemplazione di un piccolo miracolo! Come la celeste melodia che scaturiva nel Racconto di Natale proposto nella Chiesa degli artistiti dalla Fondazione Carla Fendi .
Una melodia scaturita da una compagnia di saltimbanchi, di guitti, di uomini di tutti i giorni che diventavano angeli, testimoni del divino.
Così ci piace pensare che sia il Miracolo moderno.
Una lunga processione di gente comune, di uomini avvinti e sospinti da emozioni semplici e quotidiane che alla fine si trova a contatto con l’Arte e s’innalza fino alla Melodia celeste.
Grazie Ministro Franceschini!
Questo 2018 anno del Cibo Italiano dal sapore avvincente inizia una come una incredibile avventura: partirà dalle comitive con macchinette e telefonini alla ricerca del selfie giusto ed approderà all’ARTE!
Giovani e anziani, professori ed analfabeti, allievi ed Eccellenze della cultura, occhi di ragazzi di oggi e sguardi dei pittori di ieri che s’incrociano!
Tutti insieme in un meraviglioso selfie di speranza e coraggio di rompere gli schemi di sempre!

Anna Manna

LA CARICA DELLE POETE PER LA CIVILTA’
di Anna Manna

A Roma Plinio Perilli presenta l’antologia poetica al femminile di Anna Maria Giancarli

Il 16 Settembre è stata presentata a Roma, alle ore 17:30, presso il Teatro di Porta Portese (Via Portuense, 102), con una relazione del critico e poeta Plinio Perilli, l’Antologia poetica al femminile "Lingua di terra e di luna" (Robin editore), curata da Anna Maria Giancarli.
La curatrice è poetessa nota e pluripremiata, apprezzata anche all’estero, nota anche per il taglio modernissimo delle sue ricerche in poesia, perla nella ghirlanda delle poetesse italiane e organizzatrice instancabile di manifestazioni poetiche di alto livello nella sua adorata città L’Aquila. Dunque se scende in campo con una antologia al femminile l’intento è sicuramente all’altezza della sua personalità. Poetessa presente anche lei tra le 42 voci del libro ha deciso d iniziare questo viaggio nelle poetiche e nelle lune , nella terra e nei cuori delle donne per affermare una sua verità civile oltre che poetica. Così la Giancarli nella bella introduzione al libro:
"Nel nostro paese, di fronte alle derive di un sistema linguistico decisamente banale ed omologato, che troppo spesso degenera attraverso l’uso inquinato dei mezzi di comunicazione e dei social, usati talvolta in modo ossessivo ed acritico, la poesia rimane il sismografo in allerta di un’esperienza verbale che non smette mai di cercare un dialogo con noi stessi/stesse e col mondo, mediante la significazione delle parole dialogiche per definizione.
La melassa comunicativa si diffonde e confonde il pensiero, oscurando la logica e la verità. A questa realtà non si può che opporre una resistenza intellettuale, seppur marginale, considerata la condizione in cui versa la produzione poetica, sconosciuta ai più.
A mio avviso, la poesia, con la sua assunzione di responsabilità nei confronti della parola, con la sua testimonianza di polisensi, rappresenta un’officina di riflessioni, di scavo interiore, di sguardi sociali che costituiscono l’antidoto alla rassegnazione, alla mediocrità culturale odierna, allo scempio della lingua che NOMINA la vita in tutta la sua misteriosa complessità, plasmando la nostra identità personale e collettiva.
In questa ottica ho voluto mettere insieme, in sintonia, in questa antologia, la produzione poetica delle autrici che ringrazio per la condivisione, convinta che la creatività femminile, liberata dopo secoli di esclusione e di emarginazione (come in anticipo, tra tante altre, affermava Virginia Woolf) possa offrire nuovi germi di ricchezza espressiva, connotata dalla “differenza” e da un modo di vedere e di sentire “altro”.
Sono, altresì, consapevole che esista, nonostante l’indifferenza della critica militante, una innovativa e incisiva linea poetica femminile, dotata di una sicura energia formale e di alta qualità.”
All’insegna della qualità, dell’affermazione dei valori della poesia vissuta con impegno e serietà, Anna Maria scandaglia il mondo poetico delle donne, invitando la voce e la lingua delle poete a dare il meglio, ad osare il nuovo, a delineare un vissuto della psiche , dell’anima, della storia feminile ai nostri giorni.
Continua nell’introduzioneAnna Maria Giancarli: ”Le nostre poete giocano a tutto campo con prospettive linguistiche ulteriori, giungendo ad esiti che sfiorano differenti orizzonti stilistici, per accendere in ogni caso contatti umani, per contaminare le certezze, per attivare strade metaforiche, anche spiazzanti, per indicarci scenari inconsueti, per analizzare le tante verità scomode rimosse dalle nostre coscienze, oggi eticamente vilipese.”
Un progetto ambizioso dunque e non poteca essere altrimenti. Mario Lunetta ha sempre indicato in Anna Maria una personalità di grande impegno poetico nel panorama culturale italiano e, sono sicura, sarebbe stato contento di questa ultima fatica letteraria di Anna Maria.
Quando la cara amica Anna Maria Giancarli mi chiese due poesie per un’antologia non pensai a dire la verità che si trattasse di un progetto così di vasto respiro. Così senza troppo pensarci scelsi due poesie forse lontane dal mio poetare di quel momento. Ero infatti presa dal progetto poetico vissuto con Daniela Fabrizi sui migranti. Così mi lasciai incantare da due mie poesie sensuali, un sentire diverso e lontano dalla poesia angosciante delle morti per mare. Lo dissi ad Anna Maria, quasi chiedendo scusa. Ma lei mi sorprese con una nota di assenso immediata e totale: ”Osa, fai bene, se è questo che senti in questo momento. Apri nuovi varchi, percorsi intriganti, la mente sta scavando verso altri mari... Abbandona l’angoscia di questo momento storico e cerca nuove nuove direzioni!
Ecco l’ammirai molto per questa capacità, onestà, solidarietà.
Anna Maria è tutto questo e tanto altro ancora ma in quel momento soprattutto la sentii maestra e sorella, poeta e critica. Mi rimase facile così inviarle le due poesie che danno ragione a chi mi chiama la poetessa del Bosco Sacro. Un po’ perché le ho scritte proprio mentre ero al Bosco Sacro a Monteluco sopra Spoleto.
Un po perché il concetto di Bosco Sacro, il bosco sacro dedicato agli dei pagani a Monteluco, coinvolge la sacralità dei sensi e della psiche, la religiosità della carne e della mente. Una spiritualità che scaturisce dal contatto terrestre.
Poi mi sono accorta che tutte noi siamo presenti nell’antologia con il cuore, la mente, la carne, la psiche. Una poesia a tutto tondo, mai una poesia da scrivania e basta. Come, viceversa, mai una poesia della realtà e basta.
Il sogno s’adombra nei versi per l’affacciarsi della realtà, come la realtà si sublima per l’avvicendarsi dei sogni. Intesi non in senso classico ma con una venatura dal taglio moderno che li rende veloci cavalli da traino. Verso la civiltà, verso l’affermazione della voce e della lingua delle donne. Verso la “sincerità elegante” che il messaggio femminile forse ancora deve dare in pieno.
Svincolata dalle ciacole poetiche, la lingua della poesia con Anna Maria Giancarli ridisegna la capacità della donna nell’intuizione di una vita e di una società fondata sui valori del confronto, dello scambio letterario, della civiltà. Mi piace concludere con una frase che Anna Maria ha messo nell’apertura del libro:
“La poesia sta dentro e fuori il reale [...]
Sa e si rivela a chi l’ama [...]”

Le poetesse presenti nell’antologia sono:
Silvana Baroni
Gladys Basagoitia Dazza
Franca Battista
Maddalena Bergamin
Mariella Bettarini
Elisa Biagini
Tomaso Binga
Donatella Bisutti
Maria Teresa Carbone
Alessandra Carnaroli
Anna Cascella Luciani
Laura Cingolani
Federica D’Amato
Alessia D’Artino
Sara Davidovics
Nicoletta Di Gregorio
Rita El Khayat
Anna Maria Farabbi
Francesca Farina
Biancamaria Frabotta
Giancarla Frare
Anna Maria Giancarli
Milly Graffi
Anila Hanxhari
Claudia Iandolo
Maria Jatosti
Bibiana La Rovere
Anna Manna
Nina Maroccolo
Monica Martinelli
Donatella Mei
Klaus Miser
Giulia Niccolai
Cetta Petrollo
Anna Maria Petrova
Gilda Policastro
Jonida Prifti
Lidia Riviello
Franca Rovigatti
Lisabetta Serra
Stevka Šmitran
Marcia Theophilo
Sara Ventroni

Rassegna stampa nel web:
- www.associazioneitalianadellibro.it
- www.yourreporter.it/gallerie
- www.romacapitalemagazine.it
- www.lazionauta.it
- www.associazioneakkuaria.it

Lettera aperta
di Alessandro Clementi
alla presidente del Premio Le rosse pergamene
Anna Manna

Ho letto l’annuncio ufficiale che hai pubblicato su Facebook il 19 luglio circa la definitiva chiusura del Premio “Le rosse pergamene”. (vedi annuncio)

Come Responsabile della comunicazione del Premio sento il bisogno di scriverti questa breve lettera aperta, che forse ti sorprenderà, ma forse la stai inconsciamente aspettando.
Comincerò allora con una domanda:

“Mamma come puoi pensare di fermare il fiotto dell’inchiostro rosso dei poeti che raccontano l’amore?”

Sono un fiume lunghisimo che scorre tra le vene del mondo, che unisce le razze ed i popoli, che supera barriere e limiti, che scalda la terra, che scioglie i ghiacciai del mondo!
Ma veramente pensi che Le Rosse Pergamene sono soltanto tue?
Pensavi che raccontare l’Amore fosse un bel gioco?
Un momento d’allegria, una festa?
Non ricordi più la breve e fulminante prefazione di Elio Fiore al tuo piccolo rosso libro, palpitante di vita?

"Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
ingenerò la sorte.
Cose quaggiù sì belle altre il mondo non ha, non han le stelle"
da "Amore e Morte" di O. Leopardi

Ed ora fuggi perchè il cuore sanguina, perchè la speranza si è nascosta, perchè il tuo canto d’amore in questa stagione della vita è una nenia tristissima?
Ma come hai potuto credere che fosse soltanto tua questa scia di rosso che trapassava le amicizie, le conoscenze, la più belle sale di Roma, i più bei versi dei poeti contemporanei, che univa le eccellenze poetiche e gli sconosciuti!
Che faceva sbocciare l’applauso del cuore e la gloria dolce ed effimera della medaglia, la tristezza delle penne che cantavano gli amori tristi, la gioia di chi raccontava la realizzazione di un sogno?
E pensi che ti è concesso lasciarci soli, tutti noi che abbiamo creduto, tutti noi che ti abbiamo seguito, noi soli , distanti anni luce gli uni dagli altri, per età, stato sociale, stagioni della vita, eppure partecipi con lo stesso slancio alla tua sinfonia per l’Amore?
Il concerto non può finire perchè piangi, anzi le tue lacrime debbono diventare nuova musica, i singhiozzi lo strumento più veritiero.
Non puoi dirmi “... scusa Alessandro mi sono sbagliata.” Questo sarebbe uno sbaglio!
Perché può seccarsi la tua penna, può sbagliare il mio computer, può scomparire un amico, può deluderti un’amica, può avanzare la morte sui sogni di noi poveri mortali, ma quando sei nato non puoi più nasconderti. Me lo diceva sempre Mauro Milesi quando ad Ostia, mille estati fa, da Peppino a mare ci ritrovavamo a pranzo con Elio Fiore.
Ti ricordi?
Elio Fiore chissà come ti biasima da lassù, penserà che non eri all’altezza di quel compito così difficile : raccontare al mondo l’amore!
Eppure lui aveva creduto in te, lui un grandissimo poeta!
E ti aveva donato quella prefazione scritta a Recanti! Ti stava dando il testimone, ti affidava un compito! La vita di quegli anni ti aveva affidato un compito!
Mi intendi Mamma?
Vuoi lasciarmi solo con questa pergamena ingiallita ed inutile tra le mani?
Tra i sorrisi spenti degli amici chre hanno creduto in te?
Le favole del dolore, come scrive Annamaria Torroncelli, sono così vicine a tutti noi, ogni giorno, in ogni paese.
Rimettiti in cammino, rimettici in cammino, è possibile che il dolore possa cangiarsi in un sole troppo forte che ha accartocciato le rosse pergamene. Diventare un fuoco che non distrugge ma riscalda. Ora le pergamene sono prigioniere di una sconfitta, di una perdita, di una morte.
Ma a poco a poco liberale dal peso del tuo dolore personale, falle volare di nuovo!
Ti ricordi a primavera Antonella Pagano ha portato le rondini?
Ecco adesso queste povere carte ingiallite hanno bisogno di loro.
Falle volare di nuovo con le rondini!

Alessandro Clementi
Responsabile della comunicazione per il Premio Le rosse pergamene

MICHAEL NYMAN
divampa alla 60°edizione del FESTIVAL dei 2 MONDI

A Giorgio Ferrara il Premio Fondazione Carla Fendi

Ad un certo punto mi sono sentita quella musica e niente altro!
Una follia musicale che mi prendeva i capelli e mi spingeva sempre più in alto nei meandri della discordia, della disarmonia , della irrequietezza con l'incedere di un esercito di note tutte in fila eppure discordanti, tutte precise eppure di una arruffata imprecisione, tutte esatte eppure ululanti l'imperfetto vivere in questa società impazzita. L' evento principale di questa sesta edizione del Festival dei 2 Mondi è stato proprio l'appuntamento musicale del Premio Fondazione CarlaFendi.
In questa edizione l'evento si è svilupapto secondo una visuale particolarissima. Il nome del premiato è stata una sorpresa tirata fino all'ultimo con maestria che poi morbidamente si è dipanata nel nome di Giorgio Ferrara. Il direttore artistico del Festival di Spoleto riconfermato per altri tre anni, ha virato nel suo saluto accorato verso la tenerezza del ricordo di Carla Fendi, recentemente scomparsa. E si è conclusa la mattinata, di alto profilo culturale, con l'applauso commosso di tutti per l'impegno di Ferrara e per il ricordo di mesi di lavoro con Carla Fendi per la preparazioen di questo premio che vuol essere l'Omaggio al festival ritrovato, al Festival rinnovato, al Festival che vibra ad ogni edizione con maggiore intensità.
Ma prima del momento celebrativo, del ricordo della grande assente Carla Fendi, sul palcoscenico hanno trovato spazio saluti raffinati, le parole preziose di Umberto Orsini, gran signore del teatro italiano, e poi... la valanga indimenticabile della musica.
Una musica che sembrava scaturire dal dolore di tutti per la perdita della grandissima Carla Fendi, dallo sgomento , dall'inquietudine dell'umanità di fronte al mistero della morte.
Non mi era mai capitato di identificarmi completamente con una musica, con i musicisti. Splendida la violinista con i suoi capelli sciolti sulle spalle che sembravano danzare quelle note forti e vibranti, baratri di angoscia e abissi di incertezze, disarmonie viventi e sprazzi di inaudita dolcezza! Non mi era mai capitato di sentirmi danza, furore musicale, stridore di anime e spartiti di vita lanciati in aria come aspettando la risposta definitiva al perchè della Vita e dell'Umana Avventura! In quel piccolo delizioso teatro sulla piazza del Duomo, gioiello di Spoleto e del Mondo intero, ho provato l'dentificazione totale tra il messaggio della musica e lo spettatore.
Miracolo artistico di difficilissima espansione!
E' il volo dell'Arte quando l'Arte viene maneggiata da eccelsi.
Ed eccelso è il compositore musicista, artefice di questi miracoli musicali. L'immaginifico racconto artistico con tramatura sonora affidata a MICHAEL NYMAN, massimo esponenete della musica contemporanea, è stato eseguito con passione e grande esperienza dalla Michael Nyman Band.
E' stato secondo me il momento centrale dell'intero Festival.
Questo meraviglioso compositore, attraverso le musiche di film famosi, racconta, dispiega, sintetizza, la musica dell'era moderna. Agguanta le melodie, le scardina, le ispeziona come un chirurgo, le sbatte in faccia al teatro che frantuma davanti alla sua arte!
In quel piccolo teatro, raffinatissimo, ho sentito l'ululato dell'uomo attraverso i secoli, i gemiti dei suoi contorcimenti, le inquiete stonate note del suo mal di vivere, l'urlo di sempre: Perché!
Forse per la prima volta ho capito la potenza della Musica. Un potere smisurato che salta ogni bisbiglio, ogni tentennamento, ogni percorso secondario e trafigge direttamante il cervello, lo spappola fino a donare l'emozione ardente al cuore.
Ad un certo punto ho svuto paura che il mio cuore prendesse fuoco, che si spaccasse, ed allora, meraviglioso mago dell'emozione, il musicista ci ha donato il balsamo di un ritmo morbido, di una ritrovata armonia, di una resurezzione insperata!
Non dimenticherò questa edizione del Festival, non dimenticherò la violinista con i capelli sciolti che al centro del palcoscenico in mezzo ai suoi compagni di questa meravigliosa avventura musicale, ci ha raccontato l'angoscia del vivere, il disperato misurarsi dell'uomo con il mistero della morte.
Non era facile essere sul palcoscenico del Premio Fondazione CARLA FENDI, dopo la scomparsa di chi quella Fondazione ha creato e voluto con amore ed intelligenza. Ma Michael NYMAN ha interpretato il momento con una maestria degna di un Festival mondiale, con una bravura oscurata soltanto dalla sua ineguagliabile passione artistica.

Anna Manna

PREMIO LE ROSSE PERGAMENE AVVISO UFFICIALE E DEFINITIVO

Con la vivace edizione del 2017 al Centro di Documentazione Europea di Sapienza Università di Roma si conclude l'avventura di questo bellissimo Premio che ci ha donato gioia ed allegria per più di 15 anni!
Ma ora il mio cuore è diverso, non potrei più continuare a raccontarvi le favole dell'amore!
Il tempo purtroppo è cambiato ed è cambiato repentinamente il mio mondo, il mio cuore, lo stile del mio impegno che continuerà ma secondo visuali, progetti e circostanze diverse.
Ringrazio tutti i premiati, tutti i partecipanti, il pubblico, la carissima Giuria del Premio.
Sono stati anni ricchi di soddisfazioni. Ma ora la stagione è cambiata.
Le favole delle mille ed una notte sono state raccontate tutte. Non è più tempo di favole! Ed io non sono più capace di raccontarle.
E' stato bellissimo!
Vi abbraccio con tanta simpatia!

CIAO
ANNA MANNA

CONVEGNO
I GIOVANI E L’EUROPA: UNA SIMBIOSI NECESSARIA
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PROGETTO
LE ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO

Anna Manna ha piacere d’invitare la S.V.
all’EVENTO ESTIVO 2017

INVITO
6 giugno ore 16,00

clicca qui

Premio "Le rosse pergamene del Nuovo Umanesimo 2017"
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COMUNICATO STAMPA
di Alessandro Clementi responsabile comunicazione Anna Manna

L’8 MARZO
AL “GRANO ANTICO”
con MIMOSE, POESIA e CRISTINA DI SVEZIA

L’8 marzo al GRANO ANTICO a Roma , in via Reggio Emilia 10, si festeggia la Festa della donna in poesia.
Si svolgerà infatti un Recital di poesie con le poetesse FABIA BALDI, JOLE CHESSA OLIVARES, ANNA MANNA.

Jole Chessa Olivares è molto nota agli amici del Portale letterario grazie al suo ultimo libro “Nel finito mai finito” edito da Nemapress. Fausta Genziana Le Piane ha scritto a proposito della poetessa: “Cosa cerca Iole? Cerca la vita, con le sue gioie e i suoi dolori, nella sua interezza, nei trapassi di luce / nel ballo delle ombre .” Accanto alla poetessa della vita Jole Chessa Olivares ci sarà la poetessa dei sentimenti più intimistici Fabia Baldi. E tra loro Anna Manna la poetessa delle rosse pergamene , libro e notissimo Premio letterario da lei fondato più di dieci anni or sono. Le rosse pergamene come lettere scritte al mondo della poesia per raccontare l’amore in tutte le sue manifestazioni. Un otto marzo all’insegna della poesia d’amore dunque per un messaggio di riscoperta della relazione come punto di riferimento insostituibile. E per ripercorrere la storia degli amori nella storia del mondo Anna Manna ha scelto una figura femminile di grande interesse : Cristina , la regina di Svezia notissima anche a Roma dove giunse ancora giovane e fresca dell’impegnativo lavoro della guida del regno e divenne la regina della Roma colta.
A conclusione della serata al Grano Antico saranno estratti a sorte, tra tutti i presenti, alcune copie del libro di Anna Manna “Amori negati” ispirato proprio alla figura storica femminile di grande fascino e significato Cristina di Svezia ed al suo tormentato amore per il filosofo Cartesio.

Dal libro Amori negati di Anna Manna riportiamo l’incipit:
“Cristina di Svezia salì al trono giovanissima, per successione diretta, dopo la morte del famosissimo padre nella guerra dei trent’anni. La regina odiò la guerra dei trent’anni per tutta la vita, e si adoperò in ogni modo per arrivare alla pace ma la successione in così giovane età creò in lei delle discordanze caratteriali. Altera e fragile nello stesso tempo, vagava tra una personalità maschile che si esprimeva nell'identificazione col padre ed una identità femminile che la sua innegabile bellezza le regalava. Doveva per destino essere forte, staccarsi dalle fragilità femminili ed adoperarsi con forze maschili nel governo del regno svedese. Altezzosa, regale, importante, fu una personalità eccentrica e stravagante. L’ammirazione per il sesso maschile, sicuramente retaggio di un complesso edipico irrisolto acuito dalla morte del padre in battaglia, forse l’invidia per il sesso maschile che meglio le avrebbe fatto vivere il suo ruolo, la portò a rinnegare la sua femminilità. É noto che voleva essere chiamata re e non regina.
Ci sono tutti gli ingredienti per dipingere Cristina come l’antesignana di un femminismo acceso e moderno. Ma la sua personalità eccentrica e orgogliosa va ben oltre etichette di comodo. Irruente nei dialoghi con l’altro sesso, intelligentissima, coltivò da vero mecenate incontri e scambi con le più belle intelligenze europee. Centrale nella sua vita fu l’interesse reale e concreto verso la filosofia. Questo bisogno intellettuale di approfondimento filosofico la spinse a chiamare presso la corte svedese il notissimo e carismatico filosofo Renè Descartes. É realtà storica l’usanza della sovrana che voleva, ogni mattina alle cinque, il filosofo vicino a lei per discutere di filosofia. L’incontro fu intrigante, interessante. Due caratteri particolarissimi, una sintonia mentale sorprendente trai due. Gli storici di tutta Europa sono andati a nozze per scoprire se il loro fu soltanto un fuoco mentale o se la passione li legò fino alla morte di lui. Certo c’è chi scrive che Cartesio accettava soltanto la presenza della regina per scaldare il suo pensiero. C’è chi invece li dipinge casti e dignitosi in un incontro mentale da far tremare i polsi. Chi vide nei due la passione, chi li inchiodò in una sadica battaglia sotterranea di poteri: quello maschile e quello femminile, il potere temporale della corona e il potere nobile della mente. Lei fu sicuramente altera, innamorata del potere. Dunque viveva l’amore e l’innamoramento come un’alternanza tra un abbandono desiderato ed un rabbioso constatare la sua dolcezza di donna.
Lui fu sicuramente attratto e coinvolto sia dalla battaglia inconscia dei loro poteri, sia dall’interessante dialogo con una donna capace di tenergli testa, forse dall’amore tout-court, semplicemente dalla bellezza della regina ventiquattrenne.
Lei s’innamorò perdutamente del cinquantenne filosofo che la guidava con un vigore mentale che certo lei non poteva avere.
L’età più adulta che le rammentava la figura paterna, il sentore di una cultura diversa dalla sua (la cultura francese) che le sembrava un esotico richiamo verso mondi lontani, il suo essere stata molto vicina sentimentalmente al suo stesso sesso (è storico il legame con la sua dama di corte con cui divideva il letto) e la scoperta di una virilità decisa, concreta, di grosso spessore mentale, la vinsero completamente. Alla morte di lui, si dice che morì di polmonite, sembrò impazzire e mutò completamente la sua vita. Abbandonò il trono, la Svezia, la sua religione, la corona. Sicuramente però restò donna di potere. Un potere che aveva rifiutato come eredità, come dovere imposto, ma che volle come affermazione della sua personalità e delle sue capacità. Moderna, attuale, grintosa, ho voluto dipingerla nel momento dell’amore. Forse l’unico vero, grande innamoramento.
Scalfita nell’anima, Cristina si sentì veramente donna, suo malgrado e con stizza, forse soltanto con Renè. Anche se forse mai il loro amore si espresse con gesti.”

Per concludere le parole di una grande studiosa di Cristina di Svezia, Veronica Buckley:
"Quello di Cristina era un mondo al bivio, dove Dio regnava ancora, ma gli uomini avevano cominciato a dubitare. Cristina stessa si sarebbe trovata più volte a un crocevia su questioni di religione, di potere, di politica e di sesso e avrebbe dato prova di essere una protagonista della sua epoca donchisciottesca, un Personaggio di grande imperfetta bellezza, come il barocco, l'irregolare perla che avrebbe dato il nome a quel periodo storicovibrante e violento." Veronica Buckley, Cristina Regina di Svezia, Le scie Mondadori 2006

COMUNICATO STAMPA

AL SINDACATO LIBERO SCRITTORI ITALIANI
la poesia vola tra i Giovani poeti per mandare
l’applauso italiano a BOB DYLAN

Immagini del convegno

In foto Palazzo Sora Aula Magna, Anna Manna e Pierfranco Bruni tra i Giovani poeti di Daniela Fabrizi,
i ragazzi con la poetessa Daniela Fabrizi, il tavolo

Prestigiosi nomi della cultura italiana si sono incontrati in convegno a Palazzo Sora, splendida location nel cuore di Roma, il 6 dicembre 2016 per interrogarsi sul senso e il significato della Poesia in questa nostra stramba società contemporanea.
Palazzo Sora è la sede del Sindacato Libero Scrittori Italiani che, sotto la presidenza del Prof. Francesco Mercadante, ha dato origine e sviluppo ai più interessanti dialoghi sulle tematiche della Letteratura. I più bei nomi della cultura italiana sono passati nelle sale del Sindacato per presentare i propri libri e le proprie poetiche. Così, a pochi giorni dalla Cerimonia di premiazione del Premio Nobel, parte, in una significativa coincidenza, il Progetto culturale che la socia Anna Manna, poetessa e cultural promoter molto nota nella capitale, ha sottoposto al Prof. Francesco Mercadante. Un progetto che intende analizzare il periodo culturale e l’espressione letteraria contemporanea nei suoi significati più profondi.

“DOVE VA LA LETTERATURA?” questo è il titolo del Progetto che parte con il primo incontro dedicato alla Poesia.
E come si poteva prescindere dal confronto con l’Evento dell’anno culturale? L’Assegnazione a Bob Dylan del Premio Nobel per la Letteratura!Il programma del primo incontro, che prende il titolo facendo il verso ad una notissima canzone di Bob Dylan “Quante poesie deve scrivere un uomo per essere poeta?”, si è svolto con partecipazione vivace di critici letterari prestigiosi.
Il vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani il Prof. Pierfranco Bruni, ha aperto il Convegno con una sua relazione di grande respiro culturale.
Innovativo nella critica letteraria, aperto alle nuove e moderne proposte di multidisciplinarietà culturale, analista preciso e puntuale dei contemporanei, Pierfranco Bruni ha analizzato il fenomeno Bob Dylan e l’assegnazione del Premio Nobel a questo artista di respiro internazionale.
Non sono mancate certo le posizioni diverse, i dialoghi più serrati, i confronti più accesi.
Ma comunque la manifestazione è stata impostata nella grande libertà di espressione che caratterizza gli eventi ideati da Anna Manna, che crede nel confronto sincero, verace e civile per esprimere pareri anche contrapposti.
Dai critici sono stati proposti bellissimi interventi sintetizzabili quasi scherzosamente nel titolo di una canzone : UN PUGNO E UNA CAREZZA!! Cioè molto entusiasmo per le sue canzoni, ricordi nostalgici di vita legati alla sua musica, qualche perplessità per l’assegnazione del Nobel.
Sabino Caronia , Maria Teresa Calabrò hanno ripercorso il mito di Bob Dylan legandolo ad una rivisitazione dell’età giovanile . Dunque quasi un percorso generazionale letto attraverso la vita e le canzoni di Bob Dylan. Ma se Sabino Caronia applaude al Nobel, Maria Teresa Calabrò ed anche Fabia Baldi indicano una impossibilità di esaurire in un applauso la decisione dell’Accademia di Svezia. Mentre la poetessa Daniela Fabrizi ritiene che l’arte di Bob Dylan sia stata necessaria per una diffusione internazionale dello spirito poetico, altrimenti in ombra nell’ultimo ventennio.
Si è aperto così un dibattito interessantissimo, ricco di ricordi, indagini storico-letterarie, anche proposte. Come quella di Antonio Ragone , che auspica un tentativo di dialogo con l’Accademia svedese per arricchire il Premio Nobel di una Sezione riservata ai cantautori.
Ipotesi prontamente raccolta da Anna Manna che curerà gli Atti del Convegno nei prossimi mesi arricchendoli con le poesie a lui dedicate durante il pomeriggio culturale.

Gli ATTI DEL CONVEGNO con le relazioni e le poesie lette dai poeti saranno raccolti in una pubblicazione curata da Anna Manna, dal titolo: “QUANTE POESIE DEVE SCRIVERE UN UOMO PER ESSERE POETA?”
(Gli intellettuali italiani e il Nobel a Bob Dylan)

Sicuramente un posto particolare avranno nel libro le poesie dei Giovani poeti della poetessa Daniela Fabrizi che hanno composto poesie appositamente dedicate al cantante Bob Dylan ed hanno colpito i presenti per l’immediatezza e la profondità delle loro composizioni.

Hanno aderito al Recital poetico per Dylan i poeti Jole Chessa Olivares, Gabriella Nardacci, Tiziana Marini, Antonella Pagano che ha incantato i presenti con la sua arte poetica fortemente teatrale, Anita Tiziana Laura Napolitano.

EVENTO
Strade di Poesia
19 novembre 2019
CHIESA DEGLI ARTISTI
I POETI AL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

Sabato 19 novembre, nella Chiesa degli Artisti, in Piazza del Popolo, a Roma, si è svolta la manifestazione “Strade di Poesia”, di Luigi Ruggeri, che ha organizzato la nona tappa con “I Poeti del Giubileo della Misericordia”. Il “Giro poetico” organizzato dall’Associazione Teatro-cultura Beniamino Joppolo di Patti, ha avuto inizio con la prima tappa del 6 febbraio a Ferrara, proseguendo il suo cammino il 21 maggio a Genova, il 5 giugno a Montalbano Elicona, il 3 luglio ad Ortona, il 16 luglio a Biella, il 23 luglio a Chioggia, il 24 settembre a Firenze, l’8 ottobre a Bari, chiuderà il suo ciclo, dopo la tappa di Roma, a Milano, sabato 10 dicembre. La poetessa Anna Manna ha preso parte con le sue poesie a tutte le antologie delle 9 tappe di strade di poesia.
Il 19 novembre Poeti provenienti da diverse città italiane si sono dati convegno convegno nella Capitale anche per sottolineare l’importanza del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco, che si è chiuso domenica 20 novembre. Hanno preso parte alla ghirlanda poetica gli scrittori Jole Chessa Olivares, Luisa Gorlani, Enio Marfoli, Tiziana Marini, Anita Tiziana Laura Napolitano, Antonella Pagano che ha recitato una poesia di Anna Manna dedicata a Papa Francesco con grande bravura, Patrizia Stefanelli, Luciana Argentino, Rosaria Di Donato, Andrea Orlandi ed Ady Santucci.

A tutti i poeti, è stato assegnato il “Premio Anna Manna”, con dono del libro-mignon di Anna Manna “Umili parole e grandi sogni. Cinque poesie per tre pontefici” (Edizioni Nemapress)*. Nell’ambito della manifestazione,sono stati anche assegnati due prestigiosi premi: il “Premio Nazionale di Poesia Rosario Piccolo 2016”, omaggio alla carriera a Corrado Calabrò, già magistrato, che ha ricoperto incarichi prestigiosi e scrittore affermato, ed il “Premio alla cultura” a Neria De Giovanni, per la conduzione ed il coordinamento della Rassegna “I venerdì di propaganda” della Libreria Editrice Vaticana.

*Intervista senza rete di Jole Chessa Olivares ad Anna Manna per la pubblicazione del libro “Umili parole e grandi sogni - Cinque poesie per tre pontefici” - Nemapress

          
Daniela Fabrizi                            Anna Manna

Pubblicato il 9 settembre:
Daniela Fabrizi, Anna Manna

Prefazione Dante Maffia
Introduzione Lorenzo Spurio
Saluto Jole Chessa Olivares
ARACNE EDITORE, settembre 2016

Invito
11 ottobre 2016 ore 16,00

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE EUROPEA
SAPIENZA UNIVERSITA' DI ROMA
Facoltà di Economia e Commercio - Via del Castro Laurenziano 9
Per il libro "MIGRANTI a passi nudi, a cuori scalzi"

Incontro di approfondimento culturale

Benvenuto:
Agelo Ariemma (CDE)
Gioacchino Onorati (direttore ARACNE)

Intervento: Neria De Giovanni

La poetessa Jole Chessa Olivares leggerà la sua poesia - dedica che apre il libro

Introduzione: Dante Fasciolo

Saluto: Corrado Calabrò

Commenti di: Umberto Bernabei, Antonio Bruni, Luisa Bussi, Giuseppe Mannino, Ruggero Marino

Saluti di: Tiziana Grassi, Maria Assunta Pioli

Coordina: Alba Stella Paioletti

Daniela Fabrizi e Anna Manna Vi aspettano per confrontarsi insieme su “MIGRANTI a passi nudi a cuori scalzi“
Poesie per un unico drammatico tema

Il libro contiene commenti critici di Sandro Gros-Pietro, Ruggero Marino, Antonella Pagano, Luigi Tallarico, per "L'Esodo" di Anna Manna e commenti critici di Dante Maffia, Giuseppe Mannino, Giovanni Pistoia per "L'Esilio" di Daniela Fabrizi.

"Quando la poesia bussa non si pone domande, non conosce risposte, non propone soluzioni. S’attarda in quel limite tremendo tra la vita e la morte, lo rende infinito: non è la soluzione che il poeta è capace di proporre. E’ umilmente, semplicemente, l’incontro tra il dolore e chi lo può in qualche modo raccontare. Emigrare dalla propria terra, dalla storia che ti ha costruito, significa migrare da se stessi. Anche il poeta emigra dalle proprie emozioni e approda nelle emozioni dell’alter. Un alter che non è un alieno però, ma un nostro simile, un appartenente alla grande famiglia umana. Che troppo spesso perde nei viaggi, in qualunque viaggio reale o metaforico, la dimensione dell’umanità e naufraga nell’apocalisse dei sentimenti che prova e che suscita.
Abbiamo voluto salvare dal naufragio almeno quel bagaglio terribile di emozioni: al poeta non è concesso altro. Ma nella speranza di salvare il bagaglio loro a volte abbiamo perso il nostro.
Ci siamo identificati provando a restare a a galla. Noi con le nostre penne traballanti, in un viaggio dell’anima che non risparmia la sofferenza vera della mente: quella capace di scrivere lo sdegno e la necessità di reagire allo scempio della nostra epoca tristissima."

Così Daniela Fabrizi e Anna Manna firmano il loro libro di poesie, scritto insieme, "MIGRANTI a passi nudi, a cuori scalzi" per l'editore Aracne, pubblicato il 9 settembre.
La silloge di Anna Manna, dal titolo L'Esodo, apre il libro. Poi segue la silloge di Daniela Fabrizi dal titolo "L'Esilio".
Non è il primo tentativo di scrittura allo specchio, già avevano pubblicato negli anni precedenti "Donne di luna e di scure-poesie nel web" per Il Convivio editore.
Dunque una simbiosi già collaudata, un'amicizia poetica che ha già sperimentato il dialogo.
Ed infatti questo libro ha sicuramente il pregio di mostrarsi subito come un'opera matura, composta, costruita, sostenuta con grande slancio dai molti commenti critici di alto livello.
La tematica drammatica del resto non poteva presentarsi in altro modo. E le poetesse sono state all'altezza del compito arduo e difficile. Senza mai scadere nell'ovvio, nel banale, nella cronaca, nella polemica. Le due poetesse hanno fatto poesia, confrontandosi ed immergendosi in una tematica di vasto respiro e di complessa costruzione poetica. Già una silloge a tema unico può spaventare il lavoro di un poeta, qui inoltre e di più, c'è la tragedia che incombe, il dolore che strazia, la visione di un'umanità che naufraga sulle sue idee e nei suoi marosi.

Riportiamo la prefazione di Dante Maffia, il famoso poeta Dante Maffia candidato al Premio Nobel per la letteratura, al libro:
Mi piace ricordare un gran signore della poesia contemporanea, Nelo Risi, che spesso ripeteva: «Il poeta deve essere un supremo realista». Nelle sperimentazioni esclusivamente linguistiche, tutte affidate al significante, egli vedeva deivgiocolieri, della gente da circo equestre, e sorrideva.
Sorrideva con amarezza davanti allo sfascio in atto e le nostre discussioni ritornavano quasi ossessivamente sulla funzione della poesia. Se ha, se deve avere una funzione, se l’ha avuta.
Leggendo le poesie di Daniela Fabrizi e di Anna Manna, che affrontano un problema scottante, anzi il problema principe dei nostri giorni, quello dell’esodo, le conversazioni con Nelo Risi mi sono tornate tutte in mente. Sì, la poesia ha molte funzioni, e il poeta, se tale è davvero, deve essere un supremo realista. Ovviamente non nel senso in cui la parola era intesa dai critici quando nacque la moda della cronaca fatta romanzo o poesia, ma nel senso più ampio e universale del termine, perché solo la poesia può svelare, e Platone ce lo ha insegnato, i segreti del Divino, i progetti che stanno nel divenire umano.
Io scrissi, mi si perdoni l’autocitazione, un intero libro sui clandestini, circa venti anni fa. Lina Sergi lo mise in scena nella sede del Sindacato Scrittori in Corso Vittorio Emanuele a Roma. Adesso ritorna, con la regia di Anna Teresa Eugeni, al Teatro dei Conciatori e perciò sono interessato a opere che fanno sentire una forte indignazione civile. Le due poetesse non parlano del metafisico e non si muovono nelle confessioni personali; non cincischiano sporcando il vocabolario con casuali accostamenti. Affrontano le vicende disumane che stanno scuotendo il mondo e lo fanno con quel pathos che è il timbro di garanzia di autentiche vocazioni.

Questo il giudizio poetico di un grande della poesia. Ma l'introduzione di Lorenzo Spurio, critico letterario e poeta molto noto, si inoltra nella tematica allargando lo sguardo alle vicende storiche.
Così il critico letterario Spurio:
Anna Manna Clementi e Daniela Fabrizi hanno deciso di unire in un unico volume una serie di loro liriche accomunate dalla tematica civile relativa al fenomeno ormai planetario dell’immigrazione verso l’Europa vista da interi popoli che fuggono la guerra, la dittatura, la povertà e la disperazione, come un nuovo Eldorado. Le cronache degli ultimi tempi non mancano di narrarci di quanti morti ogni volta si contano nelle repliche delle tante tragedie per mare dove imbarcazioni di fortuna sovraccariche di persone stipate come animali finiscono per non reggere: il legno si incrina e il barcone si spezza, affonda nelle acque scure di un Mediterraneo indifeso che come una densa coperta ricopre i tanti lutti e fa sciabordare le onde nell’illusione di risollevare le vite assopite per sempre nei fondali.
Entrambe le poetesse hanno dedicato al tema la gran parte dei componimenti inseriti in questa raccolta ma lo hanno fatto in modo assai differente (ed è questo uno dei punti di forza di questo libro). Anna Manna Clementi, che apre la raccolta con la silloge dal titolo “Esodo”, si concentra sull’elemento aquoreo ossia sul fenomeno migratorio visto nella fuga per mare verso le coste dell’Europa.
L’elemento sensoriale al quale la Nostra sembra essere particolarmente legata, quasi in maniera inscindibile, è quello sonoro: Anna Manna con i suoi versi ci fa sentire con nitidezza le urla rotte, le grida lancinanti, i rumori assordanti e impetuosi, i gorghi rumorosi e affannanti del mare, descrivendoci la tragedia dei barconi che si inabissano in maniera diacronica: dal giorno dominato da un sole all’apparenza timido allo scenario notturno, cupo e privo di conforto nel migrante alle prese con l’avaria del mezzo di trasporto. Così quelle urla, quegli SOS accorati finiscono ben presto silenziati quando l’acqua, pregna di sale, occupa in maniera opprimente i polmoni dei poveri derelitti. Ciò avviene in maniera non molto diverso da ciò che la compagine europea ed internazionale fa: parla del fenomeno e si dice costernata per le tragedie impegnandosi in summit allargati per ovviare a decisioni veloci da prendere, salvo poi stanziare fondi ai paesi più coinvolti dal fenomeno lasciandoli in balia di sé stessi a gestire l’inarrestabile penosa avanzata. L’incapacità di intervento, la mancata concretezza nella gestione del dramma finiscono per mostrare un’Europa disattenta, fredda, razzista e connivente in una certa maniera con la mercanzia delle anime, con il crimine etnico. Crimine che è ancor più spietato e schifoso per il fatto che è esso stesso merce di consumo nel circuito informativo dove l’immigrazione diviene spesso tema da talkshow nel quale dire tutto e il contrario di tutto, acconsentire o dissentire, mostrarsi o accaparrarsi la simpatia di fasce della popolazione, impiegare il tema, demagogicamente, quale impegno del proprio partito in una possibile campagna elettorale.
I vestiti degli sventurati si inzuppano di acqua e si fanno pesanti, l’umidità addosso infradicia le ossa, il cielo è lì, alto, come disegnato e sembra impossibile ricavarci una qualche consolazione. Le carni sono pressate, il tormento invade le menti, l’angoscia di non farcela macchia il cammino della speranza mentre i bambini piangono e le proprie madri si apprestano a dargli tutto ciò che possono, il loro latte fattosi ormai acerbo dal disprezzo nei confronti della vita.
La natura ambientale che accoglie la dipartita delle anime ha assunto anch’essa gli stilemi di una depravazione morale, di un’incompatibilità con la vita dell’uomo: colpiscono le “viscide alghe”, ne percepiamo quasi la loro ignavia e al contempo la vigliaccheria, il mare, pure, sembra assumere peculiarità umane e rendersi fautore di un “ghigno spaventoso”, bestiale e malefico, privo di redenzione.
Un’acqua di morte che nega il ciclo di rinascita, si fa densa e piena di propaggini, mani che non aiutano né sollevano o facilitano il galleggiamento, ma che, pesanti e dalla presa diabolica, afferrano e trascinano nei fondali più infimi. Una condizione apocalittica alla quale la Nostra contrappone il suo fiero disappunto con foga e con un dolore autentico che la conduce a vagheggiare istinti mortiferi e annullanti l’intera umanità (“se fossi forte vorrei spezzare il mondo”) per metter fine alla sperequazione della speranza tra fortunati e disperati, ed esser tutti fratelli, in un’angoscia comune che si può realmente conoscere solo se la si vive.
Se il mezzo identificativo delle poesie di Anna Manna Clementi è rappresentato da quel mare infingardo che diviene pozza mefitica di certezze e sepoltura di massa, l’altra poetessa, Daniela Fabrizi, si concentra in particolar modo sull’elemento terra. Anch’essa ci parla del fenomeno migratorio del nostro periodo storico visto, però, per mezzo delle lunghe traversate per terra, principalmente quella di siriani ed iracheni che sulle proprie gambe risalgono ampi territori, passando per la Turchia e cercando poi di immettersi nell’Europa attraverso la Grecia o, più frequentemente nelle ultime settimane, proiettandosi verso i Balcani quale meta finale per l’ingresso nei confini della Comunità Europea. Per tali ragioni Daniela Fabrizi non può non parlare del fenomeno eclatante di divisione, una sorta di nuovo muro di Berlino, che il governo del conservatore Orbán in Ungheria ha fatto costruire a salvaguardia delle proprie frontiere.
Non solo viene negata l’assistenza e l’asilo al profugo di guerra ma anche il passaggio per una nazione che possa permettergli dopo settimane di duro cammino di poter entrare in Croazia e dunque in Europa. La Nostra sottolinea con particolare enfasi nelle sue liriche questa durezza dei cuori che si esplica negli elementi di chiusura, recinzione, allontanamento che non fanno altro che esacerbare differenze tra etnie, culture e società contribuendo alla segregazione di alcune e al dominio di altre: “Un certo Abele mi chiamava fratello”, scrive nella poesia “Fratello”.
Il binomio di esperienze letterarie di Anna Clementi e Daniela Fabrizi in questo caleidoscopio di riflessioni amare su uno dei problemi sociali più cocenti e gravi del momento è senz’altro riuscito. In esso, meglio di qualsiasi pagina di giornale o foto di una qualche tragedia annunciata, è contenuta la sofferenza e lo scoramento di due donne che, pur appartenendo alla società civile di un mondo Occidentale, fanno propria l’esigenza della battaglia per la vita. Un esodo di dimensioni bibliche dove lo straniero viene visto come minaccia pericolosa, un esilio per nulla romantico, gravato da un desiderio impetuoso di fuga. Mentre la tv ruggisce notizie più o meno simili di barconi spezzatisi al largo del mare o di militari che sparano contro le orde migranti in uno stupido e deprecabile confine, non c’è più tempo di stare ad ascoltare. Per alcuni, per i cultori della dialettica verbosa e inconcludente forse non siamo ancora arrivati al collasso e -come dice la Fabrizi- “si sta [ancora] aspettando il boato”.
Esso, però, si è già prodotto e giorno dopo giorno lo percepiamo con sofferenza nella insanabile deflagrazione dei cuori.

Il responsabile della comunicazione per la poetessa Anna Manna
Alessandro Clementi 340/0980369

FESTIVAL DEI DUE MONDI 2016
L’inganno barocco per fare luce

Magnifica conclusione in stile barocco!

Notte magica a SPOLETO: i fuochi d'artificio sotto il mio terrazzino a PORTA MONTERONE! MONTELUCO si è acceso di mille colori! Sembrava quasi che volesse scoprire i suoi misteri: fate, fattucchieri, gnomi, streghe... ed intanto una musica assordante e coinvolgente invadeva la valle sotto il Monte sacro.
Bolero di Ravel, La cavalcata delle Valchirie... e poi "Ma il mio mistero è chiuso in me....". Ho avuto emozioni, paura, esaltazione. Tutto avveniva proprio sotto il mio terrazzino. Sembrava che i fuochi e la musica entrassero in casa. Volevo fuggire, volevo restare. Io non saprei dire se a Spoleto alta, le emozioni fossero le stesse! Certo noi a Porta Monterone abbiamo sognato! Come se un vulcano avesse aperto il suo scrigno e e ci raccontasse la sua storia con la musica ed i colori. UN INCANTESIMO INDIMENTICABILE!

Questa conclusione notturna dell’ultima domenica del Festival dei due Mondi 2016 ai piedi di Monteluco è appunto in perfetta sintonia con il Festival dei due mondi 2016. Uno spettacolo coinvolgente, quasi eccessivo che accende e stravolge. Uno spettacolo barocco! A Spoleto gli artisti, gli organizzatori hanno disegnato il mondo odierno : ne hanno evidenziato l’inquietudine, la spavalderia, l’angoscia ed hanno lanciato la sfida meravigliosa dell’arte! Quando al Teatro Caio Melisso la mattina di domenica 10 luglio ho ascoltato la splendida lezione del Prof. Tomaso Montanari -in apertura della Performance della Fondazione Carla Fendi “Un percorso nella modernità del Barocco”– ho intuito che il discorso sull’inganno barocco come metafora della società moderna era il filo rosso di tutta la storia di questo meraviglioso Festival che continua ad incantare.

Riporto dalla introduzione del Prof. Montanari alla Performance:
“Inganno: è questa la parola chiave che rimbalza da un angolo all’altro dell’Europa barocca. L’arte, dice Gian Lorenzo Bernini “sta in far che il tutto sia finto, e paia vero”. Ma senza intenzione occulta, anzi è dichiarato l’inganno. E questa è la potenza di questo enorme metaforico concerto che invade la mente ed il cuore. Continua così l’introduzione: “Gli specchi delle gallerie barocche riflettono –nei versi di Giovan Vincenzo Imperiali 1607- gli antri e le rupi della natura più selvaggia, spirando un non so che di indicibile di dolce: tanto che talor dubbierai dentro a te stesso/ Se l’orrido, o l’ameno a te più piaccia.”
Come afferma Montanari nella conclusione del suo discorso che ha incantato la platea a Teatro: ”Nel secolo della disssimulazione, arte significa inganno, l’equivoco e il bello coincidono, l’enigma è l’unico modo di parlar chiaro, e spesso l’horror va col diletto. Ma di quale secolo stiamo parlando, del diciassettesimo o del ventesimo?”
Questo vuol dire fare cultura in un Festival che travalica l’Italia e si espande nel mondo. Non solo la riproposta ma l’indagine, lo scavare nel passato per trovare il nesso, il senso del presente.
Ma questo è possibile soltanto se chi si accinge a fare arte, a fare spettacolo, a fare un Festival, ha la preparazione culturale necessaria; se mastica Arte da sempre.
Al Festival dei due mondi, niente è sciatto, sommario, approssimativo.
Tutto ha un senso e vuole dare un segnale. Sarà per questo che molti spettatori, più dello scorso anno, hanno risposto al richiamo e sono stati coinvolti da questa favola di mezza estate in Umbria.

Giorgio Ferrara –chi verrà dopo di lui nella conduzione dovrà superare un confronto difficilissimo- ha indicato un messaggio nel Programma del 2016: ”Nel moltiplicarsi dei mondi e delle nuove genti risuona dalle antiche profondità di un tempo pur sempre giovane il richiamo del Bello, dell’Intelligenza e dell’Arte. Che è anche comandamento a non vacillare nella loro difesa.”
Che altro dire? Non ci sono le parole.

Al festival bisogna andarci, viverlo, sudarlo, apettare nelle file per il biglietto mentre il sole ti stana le idee più torride.
Il Festival è vita da vivere.
Raccontarlo? Nenche un poeta ci riesce. La cronaca non basta, il programma resta a dirti i numeri, i nomi, le date.
Il festival è come quel sogno terribile ed incantevole che ti penetra, ti avvolge: entri, lo superi, ti svegli stordito ma esci cambiato.

E’ come la tempesta della vita.
Bisogna navigarla.

Grazie Spoleto, anche questa volta hai incantato il mondo!
Anna Manna

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